Sui passi di Madre Francesca in U.S. 9-22 agosto 2015

Riflessione di Sr. Juli Marie Peters, ssm

Dal Centro ai Margini della Grazia

Anzitutto, vorrei dire cosa intendo per “centro” e lo vorrei fare da due punti di vista: Il primo potrebbe essere descritto come fonte di vita, una forza dell’anima, un luogo di unione e di comunione, un luogo di unità, un luogo di conversione e auto-trascendenza; un luogo d’incontro con Dio, dove semplicemente ascoltiamo, dove sentiamo la sua “chiamata”e riceviamo il mandato di “andare” di essere inviate.  Il cammino vocazionale consiste nell’ancorare il nostro essere a quel centro d’intimità con Dio e di estenderci con amore là dove siamo inviate. “Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi” (Gn 20: 21).  In questo centro [spazio] di desiderio per Dio, lo Spirito scende su di noi e, come Gesù, ci rendiamo conto di essere venute a “fare la volontà di Colui che ci ha inviato”.

Solo nell’intimità del cuore, immerse nelle parole di Colui che è misericordia e bontà, giustizia e pace, riusciamo a vedere chiaramente il cammino che dobbiamo veramente dobbiamo fare per seguire. Gesù vuole stabilire con noi un rapporto che rispecchi il Suo rapporto con il Padre; una relazione di appartenenza reciproca in piena fiducia, in comunione intima.

Le due azioni di centrare ed estendersi ai margini sono al cuore della missione cristiana e sono iniziate con Gesù, il quale attraverso l’intimità con il Padre, riuscì ad andare verso il mondo per attirare la gente verso Dio. Non vi è dubbio che il Gesù nella sua vita terrena (Gesu’storico) si sia spinto ai margini oltre i confini, e non vi è anche alcun dubbio che questa divulgazione provocatoria era radicata nella sua esperienza del Dio di Israele.  Il Vangelo di Marco presenta Gesù in movimento oltre i confini di Israele per raggiungere attraverso il confine, i margini di grazia a Tiro e Sidone e curare la figlia di una donna Gentile (Marco 7: 24-30); o attraversando il Mare della Galilea verso Decapoli e lì nutrire la folla (Marco 8: 1-10).  Vedremo come Madre Francesca e le nostre sorelle pioniere si sono spostate oltre i confini di Roma e si estero oltre i loro limiti per servire Dio.

Il Cammino sui Passi di Madre Francesca e le nostre prime suore non è un viaggio nostalgico – è piuttosto un viaggio di rinnovamento dello spirito. All’inizio di quest’esperienza voglio che sappiate che vogliamo che approfittiate pienamente di quest’esperienza. Allo stesso tempo, vogliamo che non vi consideriate come turiste – sapete bene che la leadership di questa Congregazione non pianifica le vacanze delle suore. Vogliamo che vi sentiate come persone in ricerca spirituali che ritengono che questo esercizio abbia un significato sacro, che va ben oltre le sue attività letterali/esteriori. Questa esperienza dovrebbe servire ad evocare le aspirazioni di Madre Francesca, sulle cui passi vi trovate, come se fosse un tempo per ritracciare e per essere una ri-chiamate. Vedrete all’interno di questo ri-racconto delle storie, le azioni dello Spirito Santo nella vita di Madre Francesca e le nostre prime suore. Come ha detto Papa Francesco nella sua lettera A Tutti i Consacrati, “Raccontare la nostra storia è essenziale per preservare la nostra identità, per rafforzare la nostra unità come famiglia e il nostro senso comune di appartenenza”. (Pg. 5) Questa esperienza è veramente un ri-chiamare e ri-raccontare la nostra storia.

Questo “Camminare sui suoi Passi” rievoca e richiama in superfice una presenza piena di affetto. Come ci ricorda il Santo Padre: “In questo modo possiamo vedere come il carisma è stato vissuto nel corso degli anni, la creatività che ha suscitato, le difficoltà che ha incontrato e i modi concreti in cui quelle difficoltà sono state superate.” (Pg6) Ci auguriamo che sia un momento di riflessione, di consapevolezza, un risveglio della vostra coscienza alla visione e ai valori che hanno ispirato Madre Francesca e, a fare altrettanto.  

In questi prossimi tredici giorni, si, parteciperete a questo programma con le sue varie iniziative; tuttavia, questo programma non intende essere solo un progetto con una serie di molte attivita’. Ci auguriamo che questo programma sia anzitutto un esercizio di attenzione, un esercizio intelligente che coinvolge tutto voi stesse, ciò che siete, corpo, mente e cuore.  Vi invitiamo a risvegliare in voi la consapevolezza e riflessione contemplativa mediante la quale potete incontrare ed entrare nelle storie della nostra fondazione qui in America.  Nel permettervi di scoprire i suoi “passi”, noi chiediamo e a ciascuna di voi di ascoltare attentamente ciò che lo spirito sta dicendo a voi e alla congregazione oggi e come siete invitate a vivere e impegnarvi ulteriormente, ancor più profondamente, ai valori essenziali della vita consacrata all’interno di questa Congregazione particolare di Suore della SS.ma Madre Addolorata, che lei, Madre Francesca ha fondato.  Il Santo Padre saggiamente specifica che dobbiamo seguire i passi “di generazioni passate per cogliere gli alti ideali, la visione e valori che li hanno ispirati, iniziando dai fondatori e fondatrici e dalle prime comunità.”    

Il 21 febbraio 1888, solo cinque anni dopo la sua fondazione, la comunità delle SSM è venuta in America per lavorare nella vigna del Signore e per ricevere aiuti economico per sostenere altri. Suor Scholastica e Sr.M. Joachima, dopo aver viaggiato per un mese, sono arrivate a Hoboken, New Jersey, dal lato opposto del fiume Hudson di New York. Le Suore dei Poveri di San Francesco, avendo scoperto perché le SSM erano venute negli USA, le hanno subito scoraggiate e hanno consigliato loro di tornare in Europa il prima possibile. La Storia ci racconta come il coraggio di queste suore, l’amore per la comunità e il desiderio di servire le hanno mantenute fedeli al mandato ricevuto. Possiamo dire che la preghiera di Madre Francesca fu accolta sicuramente dalle suore pioniere! “ [Signore,]….fai crescere figlie che abbiano il coraggio di seguirTi, ignorando le vanità del mondo; figlie che sano farsi piccole per essere grandi di fronte a Te; filgie che sanno accettare le  umiliazioni per promuovere il Tuo onore. Che il Signore ti conceda la grazia di desiderare solo povertà e abnegazione” (MF Letter of Dec. 23. 1883) .

Momento Contemplativo:

Cosa nutre  il tuo “centro di vita”? (tua intimita’ con Lui).  Descrivi con esempi  concreti concreti di come la tua intimità con Dio si traduce in Missione e Ministero (Servizio)? 

Quali aspetti essenziali/valori della vita Consacrata sono necessari per essere fedeli nel seguire i passi di Madre Francesca e delle nostre prime sorelle?

Scrivi una lettera ad un’amica raccontando di questa “Nuova Comunità” alla quale ti sei unita e tutto ciò che stai imparando dalla Fondatrice Madre Francesca sulla Vita Religiosa.

 

Secondo Giorno – 11 Agosto 

La seconda prospettiva, o significato di centro, è letteralmente nel mezzo – nel luogo dove trovi sicurezza, potere, comodità, un luogo indisturbato, un luogo privilegiato di stato e a volte anche di prestigio, un luogo nel quale i nostri desideri diventano l’unico punto d’interesse.  “Il problema è che il desiderio  di controllare le nostre vite sembra corrompere le nostre vite spirituali tanto quanto migliorare le nostre vite personali. Una cosa è determinare di ordinare un futuro che abbiamo stabilito per noi stesse. Ma e’ totalmente diverso poter governare Dio.” (The breath of the Soul. Pg. 48) In altre parole il Santo Padre dice, “Potremmo anche incontrare casi d’incoerenza, il risultato di debolezza umana e anche a volte negligenza di alcuni aspetti essenziali del carisma”.   (Pg.6).

La vostra libertà e identità si possono trovare solo in Dio. Se vogliamo essere libere per il futuro e rischiare di seguire la volontà di Dio in qualsiasi modo essa si riveli a noi, dobbiamo scoprire la vostra vera identità creata da Dio e non fabbricata da noi stesse. Nell’oscurità di questi tempi, occorre la grazia della povertà di spirito (che è anche la grazia della gratitudine).    

Sappiamo che la volontà di Dio è di andare ai margini, come lo ha fatto Gesù e come lo ha fatto Madre Francesca, e ciò significa rischiare di lasciare la sicurezza, la tranquillità del centro e di camminar verso i margini, l’estremità, verso luoghi che non conosciamo, verso l’ignoto. Quindi, “seguendo i passi di Madre Francesca e delle nostre prime suore”, sperimenterete immediatamente questo cammino, questo pellegrinaggio come un invito ad andare oltre, dal centro verso i margini della grazia. Questo “pellegrinaggio” non è una vacanza; è un viaggio di trasformazione durante il quale avvengono grandi cambiamenti. È un cammino intenzionale, un cammino ceh ha un obiettivo. Si può dire che è un cammino con il desiderio di scoprire dove ci sta guidando Dio. 

 Dio ha portato Madre Francesca e le prime suore ad andare oltre i confini di Roma. Per prepararsi a una tale sfida, hanno pregato San Giuseppe: “Unite nell’amore e nella lealtà alla loro nunova comunità religiosa, le suore hanno  implorato l’aiuto di San Giuseppe… per trovare attività apostoliche che potessero sotenere con entrate sufficienti non solo la vita delle suore, ma che desse loro anche la possibilità di aprire altre attivita’ apostoliche” (Sr Kiliana Jacobowski, History of the Community of the Sisters of the Sorrowful Mother,  Vol 1).  Di fronte alle difficoltà economiche che minacciavano le suore e la loro missione, Madre Francesca non ebbe paura di rischiare. A volte le comunità si sentono veramente incapaci di discernere la direzione dello Spirito nelle opzioni che gli si presentano. Affrontano le situazioni attuali con paura anzicche’  con fiducia. Madre Francesca affrontava la vita con la preghiera, con la fede e la fiducia. Il suo amore e il suo impegno non conoscevano confini.

Lo stesso possiamo dire delle nostre prime suore. Nel raccontare la nostra fondazione, Sr. Kiliana scrive quanto segue: “Malgrado le suore trascorressero molte ore assistendo i malati in varie zone di Roma, ricevevano appena il sufficiente per coprire le spese della vita estremamente semplice e povera, nonché l’affitto e altre cose essenziali.  …… Per quanto riguardava le singole suore, esse erano contente; poiché, essendo ricolme d’amore genuino per Dio e per il prossimo, si rendevano conto che la loro carità portava la benedizione di Dio alla Comunità e approfondiva le fondamenta spirituali”.

Sappiamo dai racconti delle suore che esse erano convinte che le loro preghiere fossero ascoltate e che San Giuseppe ispirava Madre Francesca ad andare ad Ovest verso gli Stati Uniti d’Amercia per trovare queste attività. 

Riflettiamo un attimo sull’atteggiamento delle suore, ‘‘Per quanto riguardava le singole suore, esse erano contente; poiché, essendo ricolme d’amore genuino per Dio e per il prossimo, si rendevano conto che la loro carità portava la benedizione di Dio alla Comunità e approfondiva le fondamenta spirituali”. Queste suore hanno identificavano la chiamata ad andare in America come un momento di grazia. Infatti la Grazia è  amore di Dio, e’ un dono attuale. È una libera azione di Dio a vantaggio del suo popolo. Le suore erano consapevoli che Dio stava concedendo loro questa benedizione speciale aprendo loro un cammino verso l’America.  La fede fattiva era radicata nella convinzione che di Dio amava loro e la comunità.  Questa consapevolezza è un momento di grazia poiché la grazia non è una cosa; è energia e dinamismo.

Riguardo alla grazia, Mary Jo Leddy ha detto: “diventa reale e vera solo quando è applicata all’azione, qunando e’ creduta e condivisa. Immaginare la grazia in termini interattivi significa anche riconoscere che vi sono certi requisiti per la sua realizzazione. Le persone devono essere unite tra loro ed unite a Dio. Devono interagire con Dio e tra loro e questo va fatto per un buon periodo di tempo.”  V’invito a leggere e ascoltare queste storie della fondazione della congregazione da questa prospettiva d’interazione. Presto comincereste a vedere non solamente il ruolo particolare di Madre Francesca ma anche il significato dell’interazione dei piccoli gruppi di suore nei vari momenti della fondazione della congregazione.

Cosa vi suggerisce a livello personale e di gruppo di suore piu’ giovani a riguardo del vostro contributo nel rinnovamento di questa comunità?  Che cosa è necessario che facciate a livello personale e anche come parte di questo gruppo?  Non è insolito che le persone della vostra età temano il cambiamento e vi oppongano resistenza. Tuttavia, questa resistenza ha un costo. Troppo spesso valutiamo il costo del cambiamento ma non valutiamo il costo della resistenza al cambiamento. L’unico modo di far fronte alla paura e’ di situarsi di nuovo nella fede in Dio, nell’avere fiducia nella chiamata di Gesù, nella chiamata alla quale avete tutte risposto con un senso di totale donazione. E se per una disillusione, delusione o altra situazione reale, avete perso quel senso di dipendenza da Dio, di forte rapporto vivo con Gesù, allora dovete riscoprirlo e riconquistarlo.

Inoltre, avete bisogno di un profondo impegno l’una verso l’altra. Procedere su un cammino difficile da soli rappresenta forse il viaggio più spaventoso che si possa compiere. Non dovete andarci da sole; potete compierlo insieme, aiutandovi, sostenendovi anche portando l’un i momenti difficili dell’altra.

Nel 1888 – solo cinque anni dopo la sua fondazione, la comunità venne negli Stati niti d’america. Madre Francesca inviò Sr Joachim Hornung e Sr Scholastica Demer a compiere questo primo viaggio missionario.  Esse si sostenevano reciprocamente l’una dell’altra e rimanendo sempre in contatto con la giovane comunità di Roma. Al momento dell’invio in USA, Sr. Scholastica era in comunità da soli quattro anni. Leggiamo di lei che accettava le austerità della vita religiosa con fervore e zelo. Era disposta a servire la comunità in qualsiasi modo le fosse possibile. Niente era troppo per lei, comprese le austerità della vita.

Si dice che Madre Francesca, convinta del fatto che la fondazione di una comunità religiosa deve essere radicata profondamente in un terreno arricchito da una profonda umiltà, mortificazione, e da una vita di ardente preghiera, non esitava a introdurre e a guidare le sue figlie spirituali sul cammino dell’ascesi.

Il ruolo di un profeta e di pioniere può essere sminuito dall’orgoglio e dall’arroganza. Madre Francesca comprendeva l’orgoglio umano. Pertanto pregava: “Muoia la natura che possa ostacolare il nostro rapporto con Dio, muoia affinché l’anima possa vivere e portare frutti per Dio” (gennaio 1884).  In un’altra lettera scrive: “…servire il Signore in un modo speciale in umiltà e con i fatti” (13 marzo, 1883).

La vita religiosa, ora e nel futuro, deve essere impegnata profondamente e completamente per la missione di Gesù e per tutto il popolo di Dio. Questo non lascia spazio per il centro caldo e comodo. Significa invece uscire dalla nostra zona di confort e cercare la volontà di Dio e i bisogni della gente, specialmente dei poveri, degli oppressi, degli emarginati, dei malati e dal grido disperato di persone che chiedono amore.

Madre Francesca comprendeva a sufficienza la psiche della natura umana; ella era convinta che che se il fondamento di una comunità religiosa era stato posto con solidità nei primi anni, le attenuanti e modifiche concesse negli anni successive non avrebbero minacciato lo spirito religioso vitale della comunità.

Momento Contemplativo da Sole e Insieme.

In base alla tua esperienza, quali attenuanti e cambiamenti diresti che minacciano lo spirito vitale dell’attuale comunità?           

Scegli uno dei seguenti: Immagina di essere Sr. Scholastica o Sr. M. Joachim.

Scrivi una lettera al resto della comunità riguardo questa nuova fondazione in America spiegando alcuni dei seguenti punti: le tue gioie, le sfide, i bisogni, come stai affrontando la situazione e indica che tipo di sostegno vorresti per loro.

 Disegna, rappresenta in un gioco di ruoli o mimica quali aree della tua Vita Religiosa stanno attualmente vivendo il maggior fervore e zelo?  Elenca le aree della tua Vita Religiosa nelle quali stai sentendo apatia e mancanza di zelo? Identifica di cosa hai bisogno per cambiare quell’apatia e mancanza di zelo.

Formate due gruppi di tre persone. Immaginate di essere chiamate a rinnovare la Congregazione oggi. Quali austerità/pratiche di auto-negazione considerate di tale valore da meritare di essere integrate nel piano di formazione e nella formazione permanente dei membri?

Immaginate di essere le ultime sei SSM rimaste nella comunità – due in zone diverse della congregazione. Insieme, progettate come porterete avanti la congregazione.

 

Primo giorno - Momento contemplativo/riflessione

  1. Cosa nutre  il tuo “centro di vita”? (la tua intimita’ con Lui).  Descrivi con esempi  concreti concreti di come la tua intimità con Dio si traduce in Missione e Ministero (Servizio)? 
  2. Quali aspetti essenziali/valori della vita Consacrata sono necessari per essere fedeli nel seguire i passi di Madre Francesca e delle nostre prime sorelle?
  3. Scrivi una lettera ad un’amica raccontando di questa “Nuova Comunità” alla quale ti sei unita e tutto ciò che stai imparando dalla Fondatrice Madre Francesca sulla Vita Religiosa.

 

Secondo giorno - Momento Contemplativo/riflessione da Sole e Insieme condivisione

  1. In base alla tua esperienza, quali attenuanti e cambiamenti diresti che minacciano lo spirito vitale dell’attuale comunità?       
  2. Scegli uno dei seguenti: Immagina di essere Sr. Scholastica o Sr. M. Joachim.
  3. Scrivi una lettera al resto della comunità riguardo questa nuova fondazione in America spiegando alcuni dei seguenti punti: le tue gioie, le sfide, i bisogni, come stai affrontando la situazione e indica che tipo di sostegno vorresti per loro.
  4. Disegna, rappresenta in un gioco di ruoli o mimica quali aree della tua Vita Religiosa stanno attualmente vivendo il maggior fervore e zelo?  Elenca le aree della tua Vita Religiosa nelle quali stai sentendo apatia e mancanza di zelo? Identifica di cosa hai bisogno per cambiare quell’apatia e mancanza di zelo.
  5. Formate due gruppi di tre persone. Immaginate di essere chiamate a rinnovare la Congregazione oggi. Quali austerità/pratiche di auto-negazione considerate di tale valore da meritare di essere integrate nel piano di formazione e nella formazione permanente dei membri?
  6. Immaginate di essere le ultime sei SSM rimaste nella comunità – due in zone diverse della congregazione. Insieme, progettate come porterete avanti la congregazione.